WORK-LIFE BALANCE, COS’È? I BENEFICI PER AZIENDE E DIPENDENTI

13 Apr WORK-LIFE BALANCE, COS’È? I BENEFICI PER AZIENDE E DIPENDENTI

Bilanciare il tempo al lavoro con la vita privata: i benefici del work-life balance per aziende, anche PMI, e i loro dipendenti in tre semplici consigli

Trovare il giusto equilibrio tra vita privata e lavoro: non facile. Il termine work-life balance indica il livello d’integrazione tra attività quotidiane, legate alla sfera personale, e occupazione. Il concetto di equilibrio soddisfacente tra le molteplici dimensioni che caratterizzano la vita (in primis quelle personale e professionale) è entrato a far parte del vocabolario delle aziende sia di grandi dimensioni che di quelle piccole o medie.

L’Italia, per quanto riguarda l’adozione di politiche di welfare all’interno delle imprese, è ancora un po’ indietro rispetto alle altre nazioni, ma l’interesse sta aumentando. «Tra i nostri associati che sono più di 80 – dice Anna Zavaritt, responsabile della comunicazione di Valore D che è la prima associazione di grandi imprese creata in Italia per sostenere la leadership femminile in azienda – un’azienda su due ha implementato le azioni rivolte al work-life balance. Il gioco è a somma positiva: dipendenti più felici sono più produttivi e l’attività ne ha un ritorno anche in termini economici».

DOMANDA BASE: COS’È IL WORK-LIFE BALANCE?

Il concetto di work-life balance è molto ampio. In generale descrive le priorità che si assegnano a una giornata: quanto tempo dedicato al lavoro, quanto alla vita privata e si mettono in rapporto tra loro. Un buon work-life balance è quando c’è la sensazione di una soddisfazione complessiva rispetto a quanto fatto, le energie spese e gli obiettivi raggiunti.

Non esiste un modello uguale per tutti e non esiste un modello giusto o sbagliato. È un processo in continua evoluzione influenzato dalle fasi di vita: età, generazione di appartenenza (baby boomer, generazione X o Millennials), valori di una persona. Il tutto in continuo cambiamento. Le ricadute pratiche del work-life balance per i lavoratori sono l’orario flessibile o forme alternative di prestazione professionale come il job sharing o il telelavoro.

PRIMO PASSO: BISOGNA INDIVIDUARE LE PRIORITÀ

I compiti da svolgere a casa o in ufficio sono numerosi e vari, ma per conciliare al meglio tutte le azioni da svolgere, il primo passo è avere degli obiettivi chiari e distinguere cosa è più urgente e importante per noi, sia al lavoro che privatamente. Eliminare quello che non serve come ci ha spiegato in questo articolo la manager aziendale Lucia Larese con il metedo Spaceclearing.

Per gestire al meglio l’azienda tenendo conto delle necessità delle varie risorse è utile «mappare i bisogni dei propri dipendenti – conclude Anna Zavaritt – e raccogliere suggerimenti da loro su come migliorare i processi sul lavoro».

NUMERO DUE: CAPIRE CHE OGNI PERSONA È FONDAMENTALE

Soprattutto in una piccola e media impresa, tutti i componenti del team di lavoro sono indispensabili, a prescindere dal ruolo che ricoprono. «Proprio per questo è cruciale che ogni risorsa – evidenzia Anna Zavaritt – possa lavorare nelle migliori condizioni per dare il massimo».

La generazione dei baby boomer (quella più senior nel mondo del lavoro) ha ovviamente dei bisogni di bilanciamento tra carriera e vita privata dalla generazione X (40-50enni single o con famiglia) e poi ci sono i Millennials (nati nell’ultimo ventennio del secolo scorso) che come abbiamo scritto in questo articolocercano ambienti professionali che li valorizzi senza chiuderli in uno spazio chiuso (amano coworking e smartworking).

TERZO PASSO: LE MISURE DA METTERE IN CAMPO

Parlare con i dipendenti: per realizzare un piano di lavoro efficace, bisogna dimenticare l’organizzazione pensata in maniera top down. Il principale obiettivo dell’azienda, secondo Anna Zavaritt dovrebbe essere «dialogare con i collaboratori, verificare quali siano le loro reali esigenze e aspettative e costruire insieme risposte efficaci».

«Alcuni interventi – prosegue la responsabile della comunicazione di Valore D – sono a costo zero e richiedono solo un investimento in termini di tempo e attenzione: da una gestione attenta dei congedi, per esempio concordando con il dipendente i tempi del rientro, alle esigenze di flessibilità dell’orario».

RISULTATI DEL WORK-LIFE BALANCE: I VANTAGGI PER L’AZIENDA

Cosa si ottiene con un buon equilibrio? Iniziamo dai benefici per chi lavora: gestione dello stress e relativa diminuzione delle situazioni di tensione, maggior coinvolgimento e impegno nel lavoro, concentrazione nei confronti dei risultati da raggiungere, un incremento della motivazione al lavoro e una riduzione del tasso di abbandono.

L’impegno in programmi di welfare (per saperne di più molte informazioni sono in questo articolo) offre molteplici ritorni positivi anche in termini economici per le aziende. A certificarlo è una ricerca della società internazionale di consulenza manageriale McKinsey & Company. Lo studio ha mostrato come, politiche rivolte al benessere dei dipendenti, permettano: di ridurre le assenze e le malattie fino al 15% con un risparmio annuo di circa 1.350 euro per dipendente; pianificare meglio le giornate lavorative; aumentare di circa il 5% la produttività che equivale a una riduzione della spesa di circa 1.600 euro a persona e diminuire i mesi di congedo per la maternità con rispettivo recupero di 1.200 euro per occupato.

Fonte: InsiemePer